n° 1 -Maggio 2010


La Newsletter del CASCC cambia aspetto e "filosofia" con l'obiettivo di diventare uno strumento agile e utile di informazione per operatori impegnati in Cina e per interessati con un profilo definito.
A una impostazione più "generalista", la
Nuova Newsletter del CASCC, che avrà cadenza mensile,  preferirà un focus sull'informa-zione nei settori economico, giuridico e finanziario, con un eventuale sguardo alle tematiche socio-politiche, soprattutto quando prettamente connesse con i temi centrali prescelti. I lettori non troveranno più nella Newsletter le informazioni relative alle attività del CASCC, intorno alle quali saranno puntualmente informati con pubblicazioni specifiche. Gli approfondimenti tematici continueranno sul sito, attraverso lo strumento dei CASCC Working Papers.
Speriamo che questa nuova veste meglio colga le esigenze di tutti coloro che seguono l'attività del Centro.
Naturalmente siamo pronti ad accogliere osservazioni e suggerimenti.




La Direzione



News
 
Il mercato immobiliare cinese alla vigilia di una nuova bolla speculativa


Negli ultimi anni l’intero comparto immobiliare cinese è cresciuto in modo considerevole, con un incremento dell’11.7% nell’ultimo anno. Cifra che, in talune aree come Shanghai e Pechino, ha addirittura superato i 18 punti percentuali.
Il fenomeno sottolinea come il sistema bancario cinese sia tornato pericolosamente sulla strada dei prestiti inesigibili che erano costati dieci anni di manovre strutturali alla People's Bank of China. I gestori di hedge fund internazionali da tempo avvertono che la bolla speculativa cinese scoppierà, producendo effetti negativi peggiori di quelli causati dal crollo dei mercati immobiliari di Miami e Dubai.

 

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Tutela del segreto aziendale

Il Regolamento provvisorio sulla tutela del segreto industriale e aziendale delle imprese pubbliche centrali è stato pubblicato dalla Commissione di Vigilanza e dall’Amministrazione delle Proprietà di Stato solo recentemente e molti punti rimangono tuttora oscuri. Il Regolamento si pone alla ribalta dei media e degli addetti ai lavori internazionali, dopo il clamore suscitato dal processo al direttore della filiale cinese del colosso minerario anglo-australiano Rio Tinto.
Quando la tutela del segreto aziendale è legata a società di stato il confine tra segreto aziendale e segreto di stato è cancellato. Attualmente la maggioranza delle norme speciali, delle norme di dettaglio e delle norme attuative relative alla tutela del segreto di stato non è pubblica.


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Visti e permanenza nella Repubblica Popolare Cinese

Con l’inizio del Esposizione Universale di Shanghai il 1 maggio 2010 è prevedibile un rallentamento nell’erogazione dei visti ed in particolar modo quelli d’affari ad ingresso multiplo.

Il 27 aprile scorso il Consiglio di Stato, supremo organo esecutivo della RPC, ha emanato un emendamento delle Norme attuative di dettaglio della Legge della Repubblica Popolare Cinese sulla disciplina dell’immigrazione e delle Norme attuative di dettaglio della Legge della Repubblica Popolare Cinese sulla quarantena sanitaria.
Gli emendamenti riguardano le condizioni che consentono la negazione del visto di ingresso in Cina di soggetti affetti da determinate patologie. In precedenza, l’ingresso in Cina poteva essere negato ai soggetti affetti da “patologie psichiatriche, lebbra, AIDS, malattie veneree, tubercolosi e altre malattie infettive”.
Un’esplicita menzione dell’AIDS, delle malattie veneree e della lebbra è assente da entrambi i testi normativi e, secondo un portavoce del Consiglio di Stato, dal 24 aprile 2010, data di entrata in vigore degli emendamenti, ai soggetti portatori di HIV, malattie veneree o patologie psichiatriche non gravi sarà consentito l’ingresso in Cina. Tali cambiamenti sono stati resi necessari dall’inefficacia delle norme precedenti, che miravano a limitare la diffusione dell’AIDS in Cina e dalla constatazione della non pericolosità sociale di patologie psichiatriche non gravi.
Va notato come entrambi i testi facciano riferimento a “gravi patologie psichiatriche, tubercolosi e altre malattie infettive suscettibili di danneggiare gravemente la salute pubblica” e sia quindi ancora possibile negare il visto di ingresso ai soggetti affetti da nuove malattie infettive, quali la polmonite atipica e il virus dell’influenza aviaria.


Rivalutazione dello Yuan

Pur tenendo conto dell’incognita greca, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sottolinea, nell’edizione semestrale del World Economic Outlook, che una prossima ricrescita delle economie dei paesi dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD) non si farà attendere. Uno degli archi di volta della ripresa è costituito da una rivalutazione dello Yuan che oltre che dal FMI è richiesta con forza dalla Banca Mondiale e da molti paesi, a partire dagli Stati Uniti. Nonostante non vi sia stata la conferma ufficiale di una nuova politica monetaria di Pechino, atta alla rivalutazione della valuta cinese, si è notato un rafforzamento dello Yuan e un possibile consenso verso un tasso di oscillazione maggiore rispetto al dollaro americano.
Nonostante molti analisti di banche d’affari americane prevedano un salto repentino della valuta di addirittura 10 punti percentuali sul Dollaro in una sola giornata, è molto più probabile uno scenario monetario che vede un graduale e consistente apprezzamento nei semestri a venire. Molti paesi in via di sviluppo sono posizionati ai primi posti della ripresa per il 2010 – 2011, con una previsione del tasso di crescita superiore al 6% rispetto ai due punti percentuali delle economie europee e americana. Cina e India saranno protagoniste della ripresa, con una prevista crescita del 10% e dell’8.5% rispettivamente.


Il fondo sovrano cinese e i nuovi investimenti esteri

Le nuove acquisizioni estere del fondo sovrano cinese, China Investment Corporation (CIC), confermano per il 2010 la direzione che il sistema paese Cina ha impartito a tutte le aziende di stato che investono all’estero, ovvero energia e commodities.

Diversamente dalle scelte attuate dal 2007 al 2008, legate esclusivamente ai mercati finanziari con in testa quello statunitense, il CIC si è orientato, nell’ultimo anno e mezzo, a un rafforzamento delle proprie posizioni in seno alla compagine bancaria cinese, con una presenza all’interno del 57% delle banche commerciali cinesi e con massicci investimenti esteri nelle nuove repubbliche centro asiatiche, in partenariato con le società petrolifere di stato. Se in ambito europeo non vi sono stati ancora investimenti paragonabili a quelli compiuti in altre aree, non è da sottovalutare l’interesse che il CIC ha nei confronti di ENI, ENEL Green Power e Generali Assicurazioni. Questi ultimi possono vantare una riconosciuta expertise mondiale nel loro campo e un bacino interno di risorse umane qualificate, necessarie per uno sviluppo strategico del CIC, non solo sulle piazze europee.

Recenti acquisizioni nel campo energetico e commodities:

939 mln US$ JSC Kazmunygaz
2.75 mld US$ PT Bumi resource
4 mln US$ Anglogold Ashanti
6.2 mln US$ Anadarko Petroleum
4.6 mln US$ Gold Fields Ltd
4.7 mln US$ Freeport Mc Moran Copper & Gold

 


Shanghai e il mercato dell’oro

La crescente corsa all’oro dei consumatori cinesi ha innalzato esponenzialmente la richiesta del paese asiatico sui mercati mondiali. Le riserve cinesi di metalli preziosi sono, in effetti, minime (delle 415 tonnellate d’oro utilizzate nel campo orafo, solo 314 provengono da miniere cinesi). Il World Gold Council prevede che la domanda cinese per il prossimo triennio, da sola, causerà una impennata dei prezzi. Oggi il paese è al secondo posto come importatore d’oro, subito dopo l’India, con un volume di transazioni pari a 19 miliardi di US$ nell’ultimo anno. Secondo le previsioni del World Gold Council, tale cifra già nel 2010 potrebbe arrivare a 29 miliardi di US$. Recentemente la borsa di Shanghai ha attivato un canale specifico di trattazione dell’oro e, a breve, sarà possibile, solo per investitori qualificati, utilizzare su questa piazza strumenti d’investimento più sofisticati, come i derivati. A partire da quest’anno, l’investitore comune cinese ha la possibilità non solo di comprare le azioni di società minerarie legate all’estrazione dell’oro, ma anche di entrare in possesso di oro virtualmente, tramite le maggiori banche commerciali cinesi. Sebbene in Cina il rapporto tra acquisizioni in oro per gioielli e per investimento rimanga ancora di 4 a 1, a favore della prima categoria, l’importazione di oro e di gioielli in oro e diamanti rimane comunque contingentata e di esclusivo monopolio delle trading di stato.


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