n° 2 -Giugno 2010

Già dal numero scorso abbiamo annunciato che la Newsletter del CASCC cambia aspetto e "filosofia" con l'obiettivo di diventare uno strumento agile e utile di informazione per operatori impegnati in Cina e per interessati con un profilo definito. 
Abbiamo infatti preferito a una impostazione più "generalista" una maggiore attenzione sull'informazione nei settori economico, giuridico e finanziario, con un eventuale sguardo alle tematiche socio-politiche, soprattutto quando prettamente connesse con i temi centrali prescelti.

In questa nuova ottica ci pare utile segnalare che il CASCC, insieme con Chatham House, ha di recente portato a termine uno studio intitolato “Chinese Investment in Europe”, realizzato con il contributo della Compagnia di San Paolo. Lo studio analizza soprattutto gli investimenti cinesi in Francia, Regno Unito, Spagna, Italia, con un capitolo conclusivo che indaga le motivazioni ultime degli investimenti cinesi in Europa e della scelta dei settori di intervento, anche in relazione al ruolo del governo.
Una copia del lavoro può essere richiesta alla Segreteria del CASCC (segreteria@cascc.eu).
Rinnoviamo ai lettori della Newsletter l’invito a inviarci osservazioni e suggerimenti.

La Direzione

 
News
 
Agevolazioni per gli IDE nei settori ad alta tecnologia e delle energie rinnovabili


Il Consiglio di Stato – ovvero l’esecutivo della RPC – ha recentemente promulgato un nuovo regolamento sugli investimenti stranieri, l’Opinione sul Miglioramento dell’Utilizzo degli Investimenti Stranieri. I contenuti dell’Opinione, vari rapporti di ricerca e analisi compiute in ambito internazionale confermano che la Cina non muterà l’approccio agli investimenti stranieri adottato fin dal 2006. Particolarmente agevolati saranno gli investimenti nell’industria manufatturiera ad alta intensità tecnologica, nel settore high-tech genericamente inteso, nel terziario avanzato e nel settore delle energie rinnovabili.

 

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Novità sul regime fiscale degli uffici di rappresentanza

L’Amministrazione di Stato per le Tasse ha emanato le Misure Provvisorie per la Tassazione degli Uffici di Rappresentanza. Le Misure hanno efficacia retroattiva dal 1 gennaio 2010, e modificano in modo significativo il regime fiscale degli uffici di rappresentanza. Due anni dopo l’entrata in vigore della Legge sul Reddito di Impresa (2008), le Misure allineano la tassazione degli uffici di rappresentanza alle disposizioni della Legge sul Reddito di Impresa, specificando inoltre che il reddito imponibile degli uffici di rappresentanza è soggetto tanto alla business tax, quanto all’imposta sul valore aggiunto.


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Nuove norme sui minimi salariali?


A causa dei recenti rialzi dei minimi salariali in circa 20 province cinesi, è allo studio una bozza di Regolamento sui Salari. Al più presto entro la entro la primavera del 2011 verrà emanato il Regolamento. Al momento i suoi effetti sono ancora poco prevedibili. In linea di massima, aumenti salariali potrebbero tradursi in un maggiore potere d’acquisto per i consumatori cinesi – inducendo un rialzo nella domanda di beni di importazione, tra i quali anche le produzioni delle imprese italiane.

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Euro vs Yuan

La temporanea fragilità dell’euro può servire come banco di prova effettivo sulla reale necessità ed efficacia di una rivalutazione dello yuan. In questi primi mesi risulta ancora inopportuno valutare l’effetto onda del calo della valuta europea per quanto concerne non solo la bilancia commerciale, ma anche gli effetti legati all’aumento dei prezzi dei manufatti cinesi nei mercati europei. Dal punto di vista geopolitico, alla pressione americana per la rivalutazione dello yuan, accompagnata dalla minaccia di sanzioni per concorrenza sleale, si contrappone la scelta di Pechino di mantenere per il momento la propria valuta schermata da influenze esterne. In questo frangente di estrema volatilità dei mercati, la scelta cinese tende a garantire un maggior equilibrio al paese, e nel contempo, assicura un effetto stabilizzante in tutta l’area asiatica. La posizione privilegiata che lo yuan gode in questo determinato frangente ha incrementato ulteriormente l’interesse degli investitori esteri verso la Cina, nonostante il continuo aumento dei costi di produzione e i vincoli sempre più stretti nel mercato azionario e immobiliare.

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Il fondo sovrano cinese all’interno del paese

A differenza di molti fondi sovrani il CIC (nato su volontà del Ministero delle Finanze) continua a investire ingenti risorse a favore del proprio sistema bancario, che in questi giorni stenta a raccogliere fondi sui mercati azionari. L’incertezza e l’estrema volatilità delle borse di Shanghai e Shenzhen non permettono di prevedere con sicurezza il raggiungimento degli obiettivi di finanziamento previsti da Pechino. L’imminente OPA dell’Agricoltural Bank of China punta a mettere insieme dai 20 ai 30 miliardi di dollari e il concomitante lancio in borsa di nuove società non può che diluire la già limitata volontà d’intervento degli investitori locali. Nel contempo Central Huijing, il dipartimento del CIC preposto alla gestione degli investimenti presso le aziende di stato cinesi, ha incrementato la propria posizione all’interno dell’Industrial and Commercial Bank of China con il 35.4% di azioni e nella Bank of China con il 67%. Ad oggi, il CIC è presente come azionista nel 57% del totale delle banche cinesi, bilanciando così la presenza del Ministero delle Finanze nei confronti della People’s Bank of China che tramite il SAFE (organismo preposto al controllo del cambio della valuta estera) è presente all’interno del rimanente 43%. Pur prendendo in considerazione il calo degli investimenti durante tutto il 2009 da parte dei fondi sovrani, si stima che il CIC assieme al Qatar Investment Authority sia stato tra i maggiori investitori sui mercati esteri. Se il fondo sovrano arabo ha preferito concentrarsi su investimenti infrastrutturali e legati al settore automotive in mercati maturi (Porche Automobile Holding e Volksvagen AG con circa 15 miliardi di US$) quello cinese ha seguito le linee guida di Pechino, incentrando il proprio operato su energia e materie prime.


Il ritorno degli investimenti diretti esteri in Cina

In accordo con le statistiche rilasciate dal Ministero del Commercio Estero, gli IDE verso la Cina hanno totalizzato nel primo quadrimestre 2010 la cifra di 30.789 miliardi di dollari con un incremento dell'11,28% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e con un’impennata di circa il 25% nel solo mese di aprile.


La Cina primo acquirente del debito pubblico americano

La Repubblica Popolare di Cina si riposiziona, dopo un breve periodo di permanenza alle spalle del Giappone, come primo acquirente di titoli americani a lungo termine. Con la cifra di 895.3 miliardi di dollari, la Cina sorpassa i 784.9 miliardi di dollari in titoli posseduti dal Paese del Sol Levante. Nell’arco del 2010 è inoltre prevedibile il sorpasso della Cina sul Giappone come seconda economia mondiale alle spalle degli Stati Uniti.


Shanghai - Shenzhen stock exchanges

Lo Shanghai Stock Exchange e lo Shenzhen Stock Exchange alla fine di marzo 2010 hanno confermato l’avvio di una piattaforma pilota legata al margin trading e allo short trading. Al momento sono al vaglio i nominativi degli investitori e delle società di brokeraggio finanziario che verranno selezionate per partecipare al progetto pilota.


Cina in Kazakhstan

Sfruttando abilmente il mancato sprint americano per aggiudicarsi i favori del governo della neonata repubblica centro asiatica, la Cina continua a ottenere il massimo rendimento dal vuoto di potere lasciato dalla Russia in Kazakhstan, proseguendo una politica aggressiva di acquisizioni strategiche.
Subito dopo essersi aggiudicata la società di stato per la gestione del più importante gasdotto del paese, tramite il proprio fondo sovrano, la Cina ha recentemente completato un progetto di joint venture tra la più grande società locale di estrazione mineraria, la Kazakhmys Plc, e il gruppo minerario Jinchuan, per un valore complessivo di 2 miliardi di dollari. La società era già un importante fornitore di Cina ed Europa per quanto concerne il rame e, grazie all’iniezione di capitale e tecnologie cinesi, potrà incrementare agevolmente le proprie quote di mercato.


PetroChina compie investimenti per 60 miliardi di dollari

Jiang Jiemin, presidente di PetroChina, a margine dell’assemblea degli azionisti, tenutasi a Pechino lo scorso 20 maggio, ha dichiarato che PetroChina compirà investimenti esteri per un totale di 60 miliardi di dollari ripartiti su un periodo di 10 anni.
La mossa di PetroChina è volta a garantire al mercato cinese approvvigionamenti di petrolio e gas naturale nell’ordine di 200 milioni di tonnellate all’anno, espandendo i propri interessi all’estero. Nel 2009 la China National Petroleum Corporation (CNPC), del gruppo PetroChina, aveva compiuto investimenti in 29 paesi, esportando 69.92 milioni di tonnellate di greggio e 8.2 milioni di metri cubi di gas.
La PetroChina intensificherà i suoi sforzi in Asia Centrale, Medio Orienta, Africa, America e nella regione del Pacifico, ha dichiarato Jiang.


Procedure semplificate per gli investimenti stranieri nell’high-tech

Dal 4 maggio 2010, per i progetti di investimento di entità inferiore ai 300 milioni di dollari - e inclusi nelle categorie di progetti incoraggiati e concessi del Catalogo-Guida agli Investimenti Stranieri - non sarà più necessario ottenere il varo dalla Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo Economico. Una recente circolare della Commissione, infatti, ha delegato i poteri in materia di approvazione di questa tipologia di investimento alle Commissioni per le Riforme e lo Sviluppo Economico istituite presso i governi provinciali. Le procedure di approvazione continuano a essere disciplinate dalle Misure Provvisorie in Materia di Amministrazione degli Investimenti Stranieri. I governi provinciali sono stati invitati ad agevolare e incentivare gli investimenti nel settore high-tech, dei servizi, delle energie rinnovabili e del consumo energetico. Avranno luogo limitazioni degli investimenti in produzioni altamente inquinanti, e che richiedono notevoli risorse energetiche.


Meno imposte per le imprese e i cittadini stranieri

Il 7 maggio 2010 il Ministero delle Finanze ha varato la Circolare sulla Lista delle Imposte determinate dai dipartimenti e dalle unità centrali per l’anno 2009. La Circolare di fatto riduce il carico di imposta gravante tanto sulle imprese quanto sui cittadini stranieri, abrogando le imposte introdotte autonomamente dagli enti locali, e non incluse nella lista pubblicata dal Ministero. Gli imprenditori vedono inoltre tutelato il proprio diritto a rifiutare il versamento di tali imposte, definite dalla Circolare come abusive.


Le prossime fiere

China International Auto Parts Expo 2010.
La China International Auto Parts Expo è una fiera internazionale di componenti auto, orientata verso il mercato globale. L’edizione 2010 si terrà dal 24 al 26 settembre presso il China International Exhibition Centre, a Pechino.

China International Industry Fair 2010.
La China International Industry Fair si terrà dal 9 al 13 novembre 2010 presso lo Shanghai New International Export Centre. Il tema della fiera sarà “economia sostenibile, risparmio energetico, riduzione delle emissioni di CO2”


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